I dati delle expéditions de Champagne in gennaio facevano bene sperare…

Coronavirus maudit! Anche nella magnifica Francia il misterioso, terribile, malefico morbo, sta falciando vittime innocenti. Siamo ormai intorno a 8900 morti e la situazione non accenna a migliorare. Il virus, come accade in Italia, Spagna, Regno Unito, in tutto il mondo, non semina solo morte, ma sta mettendo in ginocchio anche l’economia e quel settore che nel cuore particolarmente mi sta, ovvero quello del vino.

Quello che ha investito da almeno un mese a questa parte la patria di Voltaire, Céline e Macron è uno tsunami che colpisce duro il mondo del vino transalpino, che basa in larga parte sull’export in tutto il mondo le sue fortune. Colpisce le più importanti zone vinicole, Bordeaux, Bourgogne, Languedoc, e naturalmente colpisce anche la Champagne

Un’evidenza che ha sottolineato, sul suo indispensabile blog, la collega Sophie Claeys che in un articolo pubblicato ieri – leggete qui – ci racconta come il virus abbia bloccato un trend delle expéditions de Champagne nel 2020 che si annunciava interessante.

Secondo i dati delle expéditions resi noti dal Comité Champagne il 2020 era partito in maniera promettente, visto che con un volume di 17,7 milioni di bottiglie relative al mese di gennaio si aveva un incremento dell’1,7% ri1,7% rispetto a gennaio 2019. A tirare la volata era, come ormai è consuetudine da tempo, l’export nei Paesi terzi, che cresceva del 22,8% mentre la Francia era in calo del 5 per cento e l’Unione Europea del 10,5%.

In una proiezione su dodici mesi le expéditions erano però in ribasso dell’1,8% raggiungendo quota 297,9 milioni di bottiglie.

Valutando le tre diverse componenti della filiera champenoise le Maison con 13,8 milioni di bottiglie facevano segnare una crescita del 2,3% anche in questo caso con i Paesi terzi a tirare, con un balzo in avanti del 26,2%. In calo del 4,8% la Francia e ben del 16,9% i Paesi dell’Unione Europea.

Champagne delle Caves coopératives in rialzo del 5,7% con uno stupefacente incremento del 52% nei Paesi Cee e dello 0,3% nei Paesi terzi, mentre anche per le Caves Coop il mercato interno è di segno negativo, visto che calava dell’8,3%.

Infine lo Champagne dei vignerons (quello che a me e ai lettori di questo blog piace particolarmente), calo del 4,2% in gennaio, 2,3 milioni di bottiglie in totale, con la Francia, che comprende la maggioranza delle vendite, a calare del 3,8%. In ascesa, del dieci per cento, le vendite nei Paesi dell’Unione Europea, mentre un drammatico calo, del 30,1%, facevano registrare le vendite nei Paesi terzi.

In febbraio, prevedibilmente, le expéditions de Champagne saranno state al livello di gennaio, ma cosa sarà accaduto nelle vendite, con l’arrivo del terribile morbo anche in Francia, a partire da marzo?

A pensarci mi si raggelano le vene… Per consolarmi che fare? Semplice, stappare Champagne!

n.b.

non dimenticate di leggere anche Vino al vino www.vinoalvino.org

I dati delle expéditions de Champagne in gennaio facevano bene sperare… Coronavirus maudit! Anche nella magnifica Francia il misterioso, terribile, malefico morbo, sta falciando vittime innocenti. Siamo ormai intorno a 8900 morti e la situazione non accenna a migliorare. Il virus, come accade in Italia, Spagna, Regno Unito, in tutto il mondo, non semina solo

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