Ma gli investimenti in UK e Usa non hanno pagato…

Dai
dati pubblicati
da Emanuele Scarci in questo articolo su Aziende in campo
emerge che per la Franciacorta calano leggermente le
giacenze, che l’export cresce del
2,8% rispetto al 2018 raggiungendo quota
11,3%
. Il Consorzio Franciacorta dichiara che il prezzo
medio di una bottiglia
è di 13,39 euro. E qui non tornano i
conti, perché ci sono molti Franciacorta che vengono venduti a prezzi
decisamente più bassi, direi quasi la metà…

E’ un export sempre più targato Svizzera Giappone e
Germania
… tre Paesi che da soli totalizzano il 49% dell’export. La Svizzera è
in testa con il 18,4% dell’export totale, in lieve crescita. Seguono Giappone (17,8%), Germania (12,6%), Stati Uniti (12%), Belgio (5%) e
Regno Unito (4,1%). Tutti i principali paesi destinatari dell’export
risultano in crescita, ad esclusione della Germania.

Gli investimenti fatti negli anni scorsi in UK sono stati un flop.. gli inglesi come alternativa allo Champagne scelgono i più cheap Prosecco e Cava mica le bollicine bresciane… Cosa dicono al Consorzio? Chi ha deciso quegli investimenti e a quanto ammontano?

Quante delle circa 120 aziende associate al Consorzio Franciacorta hanno tratto reale vantaggio da quegli investimenti fatti con i soldi di tutti gli associati? Sicuramente le due più grosse di Erbusco, Bellavista e in seconda battuta la Cà del Bosco, il cui patron nel 2017 andava in missioni speciali, prodo domo sua, in UK, poi in misura molto minore Contadi Castaldi, Ferghettina, Le Marchesine, Castel Faglia, Guido Berlucchi, Fratelli Berlucchi, Antinori Montenisa, Corte Aura, Monte Rossa, Ricci Curbastro. Tesco vende un Franciacorta di Castel Faglia a 15 sterline, quanto lo avrà pagato alla fonte?

Io l’avevo detto 7 anni fa che lo sbarco dei Franciacorta in UK era una mission impossible… Ma non c’era un fenomeno, l’attuale Presidente del Consorzio Silvano Brescianini, che dichiarava che il Prosecco avrebbe spianato la strada al Franciacorta? E quali sono i pazzi, come scrivevo sempre nel 2017, che a Londra, nella più bella e incredibile enoteca della città, The Hedonism wines in Myfair, che avrebbero speso 34,70 sterline per la mediocre Cuvée arancione dell’azienda il cui patron vuole costruire un mega teatro ad Erbusco, quando un ottimo Champagne come Charles Heidsieck viene via a 36 sterline?

Avevano preso anche un
brand ambassador in UK, Tom Harrow
, così come l’avevano preso
negli States, Laura Donadoni
, ma considerato che l’export di UK e USA raggiunge solo il 16%,
si può dire tranquillamente che non sono
stati soldi spesi bene
. Molto meglio
le varie mission in Japan, dove le
importazioni di vino italiano sono in aumento, con
l’apertura sei anni fa di un ufficio Franciacorta
,
che i risultati li hanno portati almeno… E non solo per i soliti quattro gatti…
Ovviamente non sto parlando di Lorenzo
Gatti
e Roberto
Gatti

Ma gli investimenti in UK e Usa non hanno pagato… Dai dati pubblicati da Emanuele Scarci in questo articolo su Aziende in campo emerge che per la Franciacorta calano leggermente le giacenze, che l’export cresce del 2,8% rispetto al 2018 raggiungendo quota 11,3%. Il Consorzio Franciacorta dichiara che il prezzo medio di una bottiglia è

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