Viviana Beccalossi, ex assessore agricoltura Regione Lombardia, boccia l’idea

Ricordate la singolare vicenda, di cui mi sono occupato qui, dell’allucinante progetto della costruzione di una “città della musica”, un megateatro, manco fossimo a Milano, Londra o New York, nel cuore della Franciacorta, ad Erbusco?

Si tratta del progetto voluto da Vittorio Moretti un nome che non è solo sinonimo di Franciacorta, dove ha due cantine, Bellavista e Contadi Castaldi e del cui Consorzio vini è stato (non indimenticabile, anzi) presidente. Ma che riguarda anche una cantina a Bolgheri, Petra, proprietà in Sardegna come Sella & Mosca, una cantina a San Gimignano e soprattutto una vera e propria industria delle costruzioni, come si può leggere in dettaglio nel mio articolo sopra citato.

Cosa si è messo in testa il Signor Vittorio? Di cementificare, ripeto, cementificare pesantemente un’area del comune di Erbusco (borgo vitato dove ha sede il Consorzio Franciacorta, dove ci sono cantine fiore all’occhiello della zona spumantistica bresciana come Cà del Bosco, Cavalleri, Gatti, Vezzoli, Derbusco Cives, San Cristoforo, Uberti, per citare solo le più note, e dove si trova l’orripilante, all’aspetto, Centro Commerciale Le Porte Franche, proprietà di Moretti, che il tycoon bresciano ha tentato di rendere ancora più grande. Ma la sua idea, folle, fortunatamente è stata bocciata da un referendum.

Vorrebbe, preso da manie di grandezza e da smania di investimenti, dall’esigenza di qualificare l’area in un modo per poi un domani utilizzarla per altro, costruire una Franciacorta Concert Hall, una cosiddetta “città della musica” dove far affluire dall’universo mondo spettatori entusiasti di improbabili rappresentazioni musicali, manco di trovassimo a Salisburgo per il Festival di Pasqua o a Bayreuth per le rappresentazioni wagneriane o a Vienna nella nella sala dorata del Musikverein per il Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker.

Al progetto si sono opposti già in molti. Innanzitutto gli ambientalisti che temono che la zona a vocazione agricola e vinicola venga ulteriormente cementificata, con altro cemento ad aggiungersi ai molti capannoni che s’incontrano lungo la dorsale Rovato Erbusco e poi dalla rotonda di Rovato procedendo verso Iseo e transitando davanti alla cantina della Cà del Bosco poi davanti all’Esselunga di Cortefranca.

Ha taciuto sinora, ma si mormora che sia favorevole al progetto morettiano il Comune di Erbusco, con una giunta che vede sia un Sindaco che un vice Sindaco a cognome Cavalleri, (nessuna parentela con la famiglia Cavalleri proprietaria dell’omonima ottima cantina, una delle tre migliori della zona) tace l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, il bresciano Fabio Rolfi, che dicono essere in ottimi rapporti con Moretti e la Franciacorta più istituzionale e potente. Tace, e non si capisce perché lo faccia, un soggetto direttamente coinvolto come il Consorzio Franciacorta.

Capisco l’imbarazzo nel pronunciarsi sul progetto del proprietario di una delle aziende più potenti all’interno del Consorzio, un personaggio ricco e potente che è stato anche Presidente (un mediocre presidente) per due mandati, ma il presidente attuale, Silvano Brescianini, alias Barone Pizzini, ed il Consiglio, che pure conta su nomi importanti come Arturo Ziliani, tanto per citarne uno solo, dovrebbero pure pronunciarsi a proposito… E perché tace l’ex presidente del Consorzio, il simbolo della Cà del Bosco ed ex presidente (illuminato) del Consorzio Maurizio Zanella?

Tacciono (e forse acconsentono) in troppi, ma non ha taciuto e ha fatto anzi fatto sentire alta e forte la  propria voce un’altra bresciana. Parlo dell’ex Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, nonché attuale presidente del Gruppo misto in Regione, la bresciana Viviana Beccalossi, che come riferisce il Giornale di Brescia in questo articolo, parla del progetto della Franciacorta Concert Hall a Erbusco, chiamata anche «città della musica» come di una “Un’opera «spropositata», che porta «consumo di suolo, traffico e nuovo inquinamento a pochi passi dai vigneti delle bollicine di Franciacorta».

La Beccalossi, già aderente al Movimento Sociale Italiano, poi ad Alleanza Nazionale, già vice presidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia nella Giunta Formigoni e poi deputata dal 2008 al 2013 del Popolo della Libertà, quindi dal 2013 al 2018 Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia, e ora ex Fratelli d’Italia nonché presidente del Gruppo misto alla Regione Lombardia, ha chiesto alla “Regione Lombardia di vederci chiaro. Quattro anni fa i cittadini hanno bloccato con un referendum il raddoppio del centro commerciale Porte Franche. Oggi, seppure con un progetto completamente diverso, si vuole intervenire sulla stessa area. Non vorrei che si voglia far rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta». 

La consigliera regionale punta il dito contro l’impatto ambientale dell’opera: «Mi preoccupa capire come si pensa di procedere in un’area sulla quale gravano vincoli agricoli e paesaggistico-architettonici», dice. Nell’interrogazione, che verrà discussa al Pirellone il prossimo 3 marzo, si evidenziano diversi aspetti: circa 30mila mq di terreno interessato dal progetto sono classificati come «zona agricola di salvaguardia» e sono presenti siti archeologici di epoca romana. Inoltre, sempre secondo Beccalossi la richiesta di un Accordo di programma con la Regione come capofila permetterebbe di dare il via a un intervento con nuovo consumo di suolo, che il Comune non potrebbe altrimenti autorizzare. 

«Siamo nell’ambito del Piano territoriale regionale d’area Franciacorta, che da assessore ho avuto l’onore di approvare e che ha come fine principale la valorizzazione di questo territorio nel rispetto del suo paesaggio e del suo ambiente». Beccalossi sottolinea le molte sollecitazioni ricevute da parte di cittadini e associazioni, tutte con un punto in comune: la preoccupazione per il progetto. 

«Il minimo che si possa fare è mettere in tavola tutte le carte nella massima trasparenza e consentire ancora una volta a chi ci vive di poter esprimere il proprio parere» dice l’influente politico bresciano.

E io che bresciano non sono, ma amo la Franciacorta vera, quella contadina non quella dei cementificatori e costruttori, quella di chi produce oltre un milione di bottiglie di un mediocre Franciacorta dalla volgare etichetta arancione, io che amo la Franciacorta dei vignaioli e non quella che flirta con il mondo degli affari e della moda, della finanza e del business, potevo forse non riferirvi della presa di posizione della Beccalossi e, anche se mi è sempre stata cordialmente antipatica (quando era assessore all’agricoltura ebbe da dire su un mio articolo per la rivista dell’AIS Lombardia dove intervistavo Gualtiero Marchesi che affermava che per gustare i suoi piatti non bisognerebbe bere vino ma acqua o saké) idealmente batterle le mani?

Quello che conta, a costo di trovarmi alleato in questa sacrosanta battaglia con estrema sinistra, grullini, ambientalisti estremi, o ex finiani, è condurla questa battaglia e bloccare Moretti ed il suo folle progetto e salvaguardare la Franciacorta da chi vorrebbe usarla a suo uso e consumo, per i propri pesanti interessi economici… Franciacorta Concert Hall ad Erbusco? No, grazie!

Viviana Beccalossi, ex assessore agricoltura Regione Lombardia, boccia l’idea Ricordate la singolare vicenda, di cui mi sono occupato qui, dell’allucinante progetto della costruzione di una “città della musica”, un megateatro, manco fossimo a Milano, Londra o New York, nel cuore della Franciacorta, ad Erbusco? Si tratta del progetto voluto da Vittorio Moretti un nome che

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *