Allegria bella gente, ho trovato la
quadra. Scrivo di vino da 36 anni, ho scritto e scrivo di vini di tutta Italia
(e un po’ di Francia, Spagna e Nuovo Mondo) ma la regione del mio cuore è il Piemonte. E poi sono appassionato di
bollicine, metodo classico soprattutto, e ho creato un blog per raccontarle, Lemillebolleblog.

Poi ho un’altra passione, quella dei
“vini in rosa” o rosati o rosé o pink wines, scegliete voi come chiamarli.

Con questo vino che sto per
raccontarvi ho trovato la sintesi perfetta, perché è piemontese, metodo
classico e rosé. What else?

Si chiama Adele, e anche se in etichetta non porta il nome Franciacorta o
Trento Doc o Alta Langa o Oltrepò Pavese, lo considero uno dei migliori metodo
classico Rosé prodotti in Italia che abbia mai bevuto.

Chi lo produce, in provincia di
Asti, terra di grandi Moscato e Barbera, si chiama Adriano Grasso, e ha cantina e vigne in quel di Calosso e l’azienda agricola porta il suo nome.

Adriano Grasso, che ho conosciuto per caso, (grazie alla segnalazione di una lettrice genovese, grande appassionata di vini, Rosa Armstrong, che avendo letto il mio articolo su questa Barbera metodo classico della Cantina di Vinchio Vaglio Serra, mi aveva segnalato questa bollicina), si presenta così sul suo simpatico, originale e ben raccontato sito Internet dove apprendiamo che l’azienda fa parte della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

“La
mia è una piccola azienda di circa sei ettari situata a Calosso primo paese del
Monferrato, che confina con Santo Stefano Belbo e Castiglione Tinella, gli ultimi
paesi delle Langhe. È un’azienda giovane che guarda
al futuro.
Attualmente i vigneti sono in regime di conversione
per la Certificazione Biologica.

Questa è
una scelta dettata dal cuore, dalla passione di coltivare la vite nel modo più
naturale possibile e dall’amore per questa terra.
Se la Terra è sana e viva, anche la
gente che abita in un territorio come questo vive meglio.

La gestione delle infestanti nel
sotto-fila è fatta intervallando lo sfalcio con una lavorazione poco profonda
del terreno che mira a tagliare le radici delle erbe infestanti.

I
trattamenti contro peronospora e oidio sono fatti con prodotti a base di rame e
zolfo cercando di limitarli il più possibile. In diversi casi una maggiore cura
nei lavori di gestione della chioma aiuta a ridurre i trattamenti.
Per quanto riguarda la concimazione,
questa viene fatta con letame o compost. Quando possibile si utilizza il
sovescio per dare al terreno un maggior apporto di sostanza organica.

I vitigni
coltivati sono Moscato, Barbera, Nebbiolo e Gamba di Pernice
; quest’ultimo è un antico vitigno
autoctono ormai presente solo più nel comune di Calosso e alcuni comuni
limitrofi.

La
fermentazione alcolica viene realizzata facendo un pied de cuve con lieviti autoctoni delle
mie vigne. Il lavoro in cantina, dopo che i nuovi vini hanno terminato la
fermentazione, sono qualche travaso, l’assaggio e il batonnage.

L’affinamento viene fatto conservando i vini sulle fecce di
fermentazione per 12 – 24 mesi. Queste danno complessità e stabilità al vino,
ma l’aspetto sicuramente più importante è che fungono da prevenzione naturale
delle ossidazioni e permettono quindi di ridurre la concentrazione di solfiti. L’imbottigliamento è fatto senza filtrazione con quarto di
luna calante e bel tempo”.

La gamma dei vini, che sono stati premiati da Decanter e al Concorso Mundus Vini in Germania comprende Barbera d’Asti, Barbera d’Asti Superiore, proposte in una particolare bottiglia molto raffinata, una bordolese speciale della Saverglass, Moscato metodo classico e un vino rosso dalla varietà Gamba di pernice, e questo metodo classico Rosé costituisce sia un impegno serio che un divertissement e una sfida, quella di produrre in terra piemontese un metodo classico Rosé di grande eleganza da uve autoctone. Sposare e trovare l’equilibrio giusto tra Barbera e il Nebbiolo, due vitigni che esprimono grandi rossi e che s’incontrano per la prima volta e dialogano “bollicinando” in un Metodo Classico Rosé era una scommessa. Avviata con il primo tiraggio fatto nella primavera 2015, con la prima bottiglia uscita per il Natale del 2017.

Una scommessa a mio avviso
totalmente riuscita e questo Adele Rosé,
dedicato alla figlia di 8 anni di Grasso, è davvero un metodo classico
strepitoso, che trova la quadra perfetta tra Nebbiolo, presente a maggioranza
con un 55-60% e Barbera, un 40%.  

Tecnicamente parlando il vino è descritto
così: “la pressa è riempita con circa 1000 kg di uva intera. La resa uva/vino è
del 55%. Durante la pressatura si ottengono rispettivamente (e poi si
vinificano separatamente), la cuvée (35%), premier taille (15%) e deuxiéme
taille (5%).
Fermentazione con lieviti selezionati. 50 % in barrique e 50 % in acciaio inox
Temperatura di fermentazione: 15-18 gradi, durata 15 giorni, niente
malolattica. Nella primavera successiva alla vendemmia si assembla la cuvée,
viene aggiunto zucchero, lieviti e imbottigliato. In bottiglia lo spumante
fermenta lentamente per 2-3 mesi; l’affinamento dura almeno per 24 mesi”.

Ma che meraviglia questo Adele, a
partire dal colore che non è buccia di cipolla, né corallo pallido, ma oro rosa (che è trendy anche
nella gioielleria
) e dal perlage, finissimo, e dalla fragranza rara, con note
leggiadre di fragola e ribes (quasi aria di Borgogna) e sfumature agrumate e di
sale, un leggerissimo accenno speziato, a rincorrersi, aeree, nel bicchiere.

E che mirabilia di equilibrio, di
armonia, di eleganza, al gusto, cremoso, delicato, con le bollicine sottili a
vellicarti il palato, un’acidità perfettamente calibrata che sostiene il gusto
e invoglia al bere.. Una carezza bollicinosa, avvolgente, setosa che rinfranca
il cuore e dà gioia. Un piccolo capolavoro che dimostra che anche sulle
bollicine in rosa, a base di uve identitarie come i loro Nebbiolo e Barbera, i
miei amici piemunteis sono sempre i
numero uno… Chapeau!

Azienda agricola Adriano Grasso

Via
Agliano, 14 14052 Calosso (AT)

Tel.
0141853432

info@adrianograsso.it

Allegria bella gente, ho trovato la quadra. Scrivo di vino da 36 anni, ho scritto e scrivo di vini di tutta Italia (e un po’ di Francia, Spagna e Nuovo Mondo) ma la regione del mio cuore è il Piemonte. E poi sono appassionato di bollicine, metodo classico soprattutto, e ho creato un blog per

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