clark-Leggera crisi in Champagne e subito abbassano le rese per ettaro: e in Italia?

Ancora
notizie, positive, per la Champagne di
cui rendo conto su questo blog che pure era nato per celebrare le eccellenze
del metodo classico italiano.

La
Champagne sta conoscendo una leggera crisi, e come ha documentato Sophie Claeys
sul suo blog, leggete
qui
, le expéditions nel 2019
sarebbero scese sotto la soglia psicologica delle 300 milioni di bottiglie, con
un calo quasi del 2 % rispetto al 2018 a 297 milioni di
bottiglie. Per un giro d’affari che rimane sempre di 5 miliardi di euro, mica
patatine…

E
allora che prevedono di fare nella zona che ha insegnato e insegna al mondo
cosa significhi produrre, promuovere, comunicare e vendere méthode champenoise?

Come ci
racconta
il bravo giornalista indipendente francese Yohan
Castaing
sul
suo informatissimo blog Anthocyanes
, in occasione dell’assemblea
della Unione delle cooperative Union Champagne svoltasi ieri, il presidete
Dominique Babé ha invitato l’insieme della filière champenoise ad abbassare le
rese per ettaro, da 10 200 kg/ha a 10.000 kg/ha.

Questo
per “assicurare i nostri impegni verso i nostri partner négociants et le
sorelle cooperative. E per l’equilibrio dei bilanci”. Ovviamente anche Éric
Potié
, presidente della Fédération des Coopératives Vinicoles
de la Champagne, é d’accordo. Occorre
diminuire le quantità prodotte « per evitare un forte calo del prezzo
delle uve”.

Insomma,
calano, come da oltre dieci anni a questa parte, le vendite di Champagne in
Francia, per tanti motivi e non solo economici, ma sociali, culturali, dovuti
ad una evoluzione delle abitudini di consumo nei più giovani, più attirati
dalla birra e dallo spritz, al numero crescente di cittadini francesi di
religione musulmana che non consumano alcol, all’offensiva in Francia dei
competitors Prosecco e Cava, questo nonostante una politica di prezzi bassi
praticata in modo suicida da alcuni marchi nella Grande Distribuzione. E poi
non si sa cosa potrà accadere nel principale mercato estero della Champagne, il
Regno Unito (circa 30 milioni di bottiglie contro i 23,7 degli Stati Uniti).

Ma
la Champagne reagisce, programma strategie e non dorme. E cosa si fa in Italia?
Come replicano i “bollicinari” metodo Charmat Martinotti e metodo classico,
abbassano le rese per ettaro o no? Oppure si limitano a perdere tempo a
partecipare a rassegne inutili come
questa
? Ma dai! Ecco perché lo Champagne è e sarà sempre il numero uno
delle “bollicine” nel mondo…

Ancora notizie, positive, per la Champagne di cui rendo conto su questo blog che pure era nato per celebrare le eccellenze del metodo classico italiano. La Champagne sta conoscendo una leggera crisi, e come ha documentato Sophie Claeys sul suo blog, leggete qui, le expéditions nel 2019 sarebbero scese sotto la soglia psicologica delle 300

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