Dovete perdonarmi se in questo particolarissimo periodo di tempo che sto attraversando e che non mi sento di raccomandare a nessuno ho poca fantasia e creatività (ho persino dimenticato di andare al Vinitaly) e manifesto una certa coazione a ripetere, ovvero a trovare come punto di riferimento, come “point de rèpere” alcune maison de Champagne.

Così, ad una decina di giornate di distanza, da quando scrivevo “E’ un po’ di tempo che non scrivo di una piccola, validissima Maison de Champagne le cui cuvées noi italiani abbiamo la fortuna di conoscere grazie alla decisione di importarle e distribuirle presa anni orsono, ironia del caso, da un prosecchista di genio, Umberto Cosmo, patron e genius ex machina di Bellenda distribuzione, riferendomi al Blanc de Noirs 2009 di questa Maison, eccomi qui a scrivere nuovamente di Isabelle e Rouger Coulon e una delle loro Référecence du coeur.

Sono soliti chiamare così le loro cuvées, dieci ettari di vigneto di proprietà ripartiti su 5 villaggi e su un centinaio di parcelles, la stragrande maggioranza delle quali classificate Premier Crus, dove a dominare sono le varietà rosse, Pinot noir e sopratttto Pinot Meunier.

Mi capitò così sei anni fa con il loro Brut Rosé de Saignée, poi a gennaio del 2017 con un indimenticabile Magnum Premier cru Réserve de l’Hommée che era interamente a base di Pinot Meunier e mi e ricapita ora, in questo pezzo breve man non meno intenso dedicato allo Champagne Rosé Rosélie sempre dei Coulon, anche in questo caso quasi interalmente a base di Pinot Meunieur provenienti dai villaggi di Vrigny e Coulomne la Montagne, un Rosé de Saignée dalla malolattica completamente svolta e dosaggio con sei grammi di zucchero.

Colore melograno chiaro, leggero rosa salmonato, si scatena nel bicchiere con un perlage molto fine e subito un aroma delicato e complesso che richiama pasticceria, ribes, confletto, mandorla, un tocco frescamente agrumato, insieme ad insieme molto salato, minerale, nitido

La bocca è larga, piena, intensamente agrumata, molto equilibrata, piacevole, con un piacevole mix tra dolce naturale del frutto, acididità, sapidità e croccantezza sul palato.

Una bella bottiglia che si fa bere con grande piacere: come direbbero in Francia uno Champagne pour se faire plaisir….

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

Dovete perdonarmi se in questo particolarissimo periodo di tempo che sto attraversando e che non mi sento di raccomandare a nessuno ho poca fantasia e creatività (ho persino dimenticato di andare al Vinitaly) e manifesto una certa coazione a ripetere, ovvero a trovare come punto di riferimento, come “point de rèpere” alcune maison de Champagne.

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