Quando si parla di produzione biodinamica ed il discorso cade sul tema Champagne il discorso si fa sempre complesso e trova normalmente sostenitori convinti e altrettanti convinti detrattori.

Non si sa se sia la “tecnica”, o piuttosto, come sarebbe più corretto affermare la “non tecnica”, la naturalità di produzione, il tema del contendere, se il metodo completamente, che a taluni può anche apparire un po’ stravagante, singolare, visto che avviene secondo i principi della biodinamica, con la preparazione dei composti in loco ed il rispetto del calendario di Maria Thun.

Resta il fatto che anche in Italia la piccola produzione di 60.000 bottiglie, da 8,5 ettari, piuttosto antichi visto che sono di età tra i 30 ed i 70 anni, rendono il marchio Françoise Bedel nella Valle de la Marne, (ad essere precisi nella Vallée de l’Aisne) simbolo della dinamica in Champagne e pioneristico visto che la Maison è certificata Ecocert (già dal 1999).

Le uve coltivate sono le tre canoniche con una netta predominanza del Pinot Meunier e nemmeno un dieci per cento di Pinot noir.

Sono una gamma di Champagne particolari a volte un po’ troppo maturi, a volte con una presenza di legno che personalmente non mi entusiasma, ma in ognuna delle cuvée si coglie nettamente la volontà, il disegno, di far parlare la materia ed il terroir senza mediazioni, e di non aver paura di lasciare il vino in bottiglia.

Lasciando ad altri una speciale passione per per il Comme Autrefois (maturato undici anni sui lieviti con il bouchon liège), lascio la mia netta preferenza per i più bilanciati e godibili, a nome mio, Entre Ciel et Terre (dalla bellissima etichetta semplice e colorata) composto per il 30% da Pinot noir e per il 70% da Pinot Meunieur, ricco, strutturato ma dotato di un’innegabile freschezza, e da questa edizione 2004 “L’âme de la Terre” dove il 67% del Pinot Meunier è bilanciata da un 17% di Pinot noir e un 12% di Chardonnay. Nove anni di permanenza sui lieviti e dégorgement aprile 2015.

Colore paglierino oro intenso, perlage sottile, una notevole e non sgradevole nota tra il sovramaturo e l’ossidativo, piuttosto calda, che si coglie subito insieme a frutta esotica, frutta secca tostata, arancia candita, miele, liquirizia, persino una vena di senape, ben strutturata.

La bocca è larga, piena, strutturata, ben sostenuta, grassa, potente, molto persistente, assolutamente ben secca, salata.

Potrà anche piacere o non piacere meno lo Champagne biodinamico ma trovarvi di più buoni di questi di Françoise Bedel (distribuiti da Sarzi Amadé) non è impresa facile.

Attenzione!:

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